In termine di origine, il Sabato e’ una istituzione creativa mentre la

Domenica e’ una creazione ecclesiastica post-apostolica. In termine di

significato teologico, il Sabato nelle Scritture racchiude la perfetta

creazione, la completa redenzione, e la finale restaurazione. In contrasto,

La Domenica, secondo il pensiero dei Padri, include i tre significati

maggiori che sono i seguenti: (1) la commemorazione dell’anniversario della

creazione, in particolare la creazione della luce che avvenne nel primo

giorno, ritenuto tale per l’analogia al Giorno del Sole; (2) la

commemorazione della Risurrezione di Cristo la quale emerse, infine, come

motivo fondamentale per l’osservanza della Domenica; (2) una vasta gamma di speculazioni che riguardano il significato escatologico e cosmico

dell’ottavo giorno. Tale speculazione, che sovrabbonda nella letteratura

Patristica (dei Padri) serviva a dimostrare la superiorita’ della Domenica,

come ottavo giorno, in contrasto al Sabato, settimo giorno. Alla fine dei

conti queste speculazioni vennero respinte nel quarto secolo quando la

necessita’ di dimostrare la superiorita’ della Domenica non esisteva piu’.

Per tesi e discussioni, vedi Dal Sabato alla Domenica, pp. 278-301).

Le argomentazioni teologiche elaborate dai Padri per giustificare

l’osservanza della Domenica difficilmente riescono a sostenere le

affermazioni della lettera pastorale che la Domenica sia il compimento del

significato creativo e redentivo del Sabato, e che, di conseguenza, la sua

osservanza possa essere legittimamente fondata sul quarto comandamento (il terzo per i Cattolici).

In termine di esperienza, l’osservanza del Sabato e’ sostanzialmente il

tempo consacrato. Cio’ viene realizzato dando a Dio la priorita’ del proprio

pensare e del proprio vivere le 24 ore del Sabato. Invece, la Domenica ebbe

origine con un ora di culto (Giustino, Apologia 67) seguita da regolari

attivita’ secolari. Malgrado gli sforzi successivamente fatti da Costantino

(A.D.321, decreto legge sulla Domenica), dal concilio delle chiese e dai

Puritani, per trasformare la Domenica in un giorno santo, la storia in

realta’ testimonia che la Domenica e’ rimasta in gran parte, L’ORA DI CULTO PER IL SIGNORE e non IL GIORNO DI RIPOSO E DI CULTO per il Signore. Il riconoscimento di questa realta’ storica ha visto la necessita’ di spostare l’obbligo del culto del giorno di Domenica al Sabato sera, una pratica che sta diventando sempre piu’ popolare non soltanto tra i Cattolici ma anche tra i Protestanti.

Queste considerazioni indicano che tutti gli sforzi tesi a fondare

l’obbligo morale dell’osservanza della Domenica sul comandamento del Sabato sono destinate a fallire perche’, teologicamente, storicamente, ed

esistenzialmente, la Domenica non e’ il Sabato.

La Legislazione Necessaria per Facilitare l Osservanza della Domenica

La lettera pastorale giustamente osserva che prima della proclamazione dell editto di Costantino sulla legge della Domenica nel 321 A.D., la sua

osservanza non era tutelata dalla legge civile (# 64). In molti casi i

cristiani avrebbero frequentato il servizio del culto mattutino per poi

passare il resto della giornata in altre varie occupazioni di lavoro.

Percio’, la legge della Domenica di Costantino, come il Papa mette in

risalto, non era semplicemente una circostanza storica senza alcun

significato per la chiesa (# 64), ma una protezione di provvidenza che rese

possibile ai cristiani di osservare la Domenica senza impedimenti (# 64).

L importanza della legislazione civile che garantisce il riposo domenicale,

e’ indicata dal fatto che nel secolo IV, la legge civile dell Impero Romano

riconobbe il ritmo settimanale, facendo in modo che nel giorno del sole i

giudici, le popolazioni della citta’ e le corporazioni dei vari mestieri

cessassero di lavorare (# 64). Alla luce di questo fatto storico il Papa

conclude che Resta anche nel nostro contesto storico l obbligo di

adoperarsi perche’ tutti possano conoscere la liberta’, il riposo e la

distensione che sono necessari alla dignita’ umana, con le connesse esigenze religiose, familiari, culturali, interpersonali, che difficilmente possono essere soddisfatte, se non viene salvaguardato almeno un giorno settimanale in cui avere insieme la possibilita’ di riposare e quella di far festa (#66).

La necessaria di una legge sulla Domenica che garantisca il riposo

domenicale, fa rilevare il Papa, fu riconfermata dal Papa Leone XIII nella

sua Enciclica Rerum novarum (1891) in cui viene detto che il riposo

festivo e’ un diritto del lavoratore che lo Stato deve garantire (# 66).

Il Papa crede che la legge che impone di osservare la Domenica e’

particolarmente necessaria oggi, a causa dei problemi fisici, sociali ed

ecologici che sono venuti a crearsi conseguenti dal progresso tecnologico e

industriale. Percio’ conclude il Papa, e’ naturale che i cristiani si

adoperino perche’, anche nelle circostanze speciali del nostro tempo, la

legislazione civile tenga conto del loro dovere di santificare la domenica

(#67).