Dopo 51 anni, l’affascinante attrice italiana è tornata sulla passerella che l’ha lanciata nel cinema

SALSOMAGGIORE TERME (PARMA) – Sophia Loren, la regina incontrastata delle Miss è arrivata e tutti gli occhi e i flash sono per lei. Tailleur bianco e tacchi alti, seduta tra il presentatore e il ‘patron’ Mirigliani, scherza alla prima richiesta di ricordare la sua partecipazione al concorso.

Nel 1950? «Non ero nata». Aveva 16 anni allora: «quasi 16 anni, 15 anni e mezzo, perchè a una certa età anche i mesi contano…».

Ma la sua bellezza è eterna, nota un giornalista, qual è il suo segreto?

«Nu ‘o saccio», risponde in napoletano. E racconta di allora: «È stato un momento meraviglioso, splendido, vissuto pienamente con mia madre. Non mi meritavo il titolo di Miss Eleganza, allora non avevo neanche un vestitino da mettermi. Sono arrivata portando un borsone con niente dentro: un costume da bagno giallo, una gonna e un fazzoletto neri, perchè mia madre diceva che il nero era elegante. Quando vinsi la fascia di Miss Eleganza mia madre era tutta contenta».

È voluta tornare nello stesso albergo, anche se non nella stessa stanza («era un buchetto»)

«Lì è cominciata la mia carriera di attrice. Sono molto romantica».

Perchè decise di partecipare al concorso?

«Con mia madre stavamo a Pozzuoli, eravamo povere e lì non c’erano possibilità di una vita normale, lei si batteva per me, per farmi arrivare. Io ero molto timida e, arrivate a Salsomaggiore, camminavo a braccetto con lei, ma dietro, e lei mi diceva: che siamo venute a fare qui se fai così. Mettete annanz’ – e rifà il gesto che accompagnava le parole della madre – mettete annanz»’. Mettiti davanti, fatti vedere: «Lì ho capito che dovevo fare qualcosa per mia madre. Ma anche per non tornare a Pozzuoli a mani vuote, ci avrebbero distrutte».

Se avesse avuto una figlia l’avrebbe portata a Miss Italia?

«Non da sola. Mai nella vita. Sarei andata con lei, per darle consigli, come mia madre ha fatto con me. Questo è un concorso magico che le ragazze non dimenticheranno mai».

Cosa ha trovato di cambiato?

«Le ragazze sono splendide, sanno camminare bene, sanno esporsi, sono bellissime e piene di buona volontà. Sono stata attratta da loro, sono tenere, mi hanno commosso, tutte. Le avrei elette tutte. Noi tutte queste cose non le sapevamo fare, eravamo diverse, molto semplici, non ci sapevamo fare neanche la messa in piega».

E il concorso, che ora guarda anche agli «appetiti intellettuali delle ragazze»,allora «aveva un’atmosfera diversa, era una delle prime edizioni». Tanto che il ‘patron’ Mirigliani ancora non c’era, arrivato a Miss Italia nel 1959, dopo Dino Villani: «Lui mi parlava sempre di Sophia Loren – racconta – così pensavo, chissà se un giorno…».

E quel giorno è arrivato, con Sophia a Salsomaggiore, che si definisce «l’ esempio di come non è detto che la vincitrice di Miss Italia vinca su tutto.

«Ho vinto solo Miss Eleganza, ma subito dopo ho cominciato a fare cinema. Ci ho messo tanto per arrivare, ma poi ce l’ho fatta».

Da Sofia Scicolone, poi Lazzaro, è diventata Sophia Loren, la divina, simbolo del cinema italiano nel mondo. «La vogliamo ancora», azzarda il ‘patron’. «Tutti

gli anni? Mò tutti gli anni questa grande emozione…?», ma Sophia è generosa e il ‘patron’, 84 anni, si guadagna un bacino sulla guancia.

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