Lo scrittore italiano si è chiesto quale ruolo ha la cultura di fronte gli avvenimenti drammatici in Usa

VIENNA – La globalizzazione ha cambiato le dimensioni del terrorismo, nel Medioevo e nel Rinascimento per uccidere 30mila persone ci volevano alcuni giorni, ora bastano pochi minuti, ha ricordato a Vienna lo scrittore Umberto Eco (69 anni), prima di leggere alcuni brani dal suo ultimo libro “Baudolino”. «Un altro aspetto diverso dei tempi nostri, ha detto Eco, è la nuova dimensione nella quale i terroristi agiscono. Prima avevano paura di morire, oggi si suicidano insieme con le loro vittime. Prima la pena capitale veniva considerata l’ultimo deterrente, oggi la morte non scoraggia più i criminali».

«Negli ultimi anni

abbiamo assistito anche ad un gran numero di suicidi, i Davidiani o altre sette, gente che spara nelle scuole, dai campanili, l’Unabomber. Un fenomeno, quello della gente che si ammazza con le proprie vittime, chi si trova un leader carismatico può diventare una nuova forza, un esercito sottovalutato dalla società. In alcuni paesi esistono questi potenziali suicidi in misura maggiore, come in Usa». «Gli Stati Uniti si ritrovano con un enorme problema politico interno – ha detto Eco – e non è bombardando Kabul che risolveranno questo problema». Cosa può fare la cultura contro questa situazione, qual’è il ruolo degli intellettuale, si è chiesto Eco. «Se scoppia un incendio, anche un poeta deve chiamare i pompieri – ha detto, parlando dell’impegno degli intellettuali – il momento di comporre versi è infatti prima e dopo».

«Comunque ‘the show must go on

‘ lo spettacolo va avanti, anche lo spettacolo culturale» ha spiegato Eco, alla fine della ‘matinee al Theater in der Josefstadt’, aperta da un adagio in Sol minore di J.S Bach eseguito dal violinista Volkhard Steude (30) in memoria delle vittime di New York e Washington, e concluso con la distribuzione degli autografi sulla versione in tedsco di “Baudolino” appena entrata in commerco. Dalla versione in tedesco ha letto Helmut Lohner, famoso attore e direttore teatrale a Vienna.

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