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Già Sindaco di Vercelli nella passata amministrazione (1995/1999), ecco come si pone Gabriele Bagnasco nei confronti della nuova possibilità datagli dai cittadini: speranze e progetti per il futuro

Noi, e quando dico noi intendo in primo luogo i Verdi in quanto si parla di loro e perché, al di là di quanto appare, sono stati il punto di forza sia della prima che di questa seconda esperienza amministrativa, poi aggiungerei tante altre persone per quanto riguarda questa seconda occasione, cioè tutti coloro che hanno partecipato alla costituzione della Lista Civica, quelli che hanno dato vita a Vercelli al movimento dei i Democratici, gli amici di Rifondazione comunista che hanno aderito e poi tanti altri cittadini, insomma tutti insieme ci siamo avventurati su questa strada con la grande speranza, che potremmo anche chiamare illusione per certi aspetti, di riuscire davvero ad aprire una nuova stagione per la nostra città, sia dal punto di vista amministrativo che da quello politico, ma anche per ciò che concerne la vita cittadina, le prospettive di rivitalizzazione e di miglioramento sia della città che della nostra vita in essa.

Credo che tutto questo sia giusto perché a nessuno di noi interessa fare gli amministratori o occuparsi di politica così tanto per fare, non è il nostro lavoro, quindi se lo facciamo è perché ci crediamo e crediamo che con il nostro impegno davvero possa esserci qualcosa di nuovo, anche se la nostra speranza si scontra con la realtà che è sempre molto difficile e ostica nei riguardi di molte cose.

Ci vuole una dose di fiducia, coscienza, volontà e illusione che i Verdi possono e debbono continuare assolutamente a nutrire, perché questa è una delle caratteristiche che ci contraddistingue rispetto ad altri movimenti politici. In questi anni, per certi versi, credo sia giusto pensare di procedere su una strada che in qualche modo abbiamo già aperto negli anni scorsi e cercare di fare ancora qualcosa di meglio, anche se ci sono delle difficoltà date essenzialmente dai problemi economici, poiché i Comuni, da questo punto di vista, si trovano di fronte ad ostacoli che in passato non si presentavano: la nostra capacità si vedrà proprio nel riuscire ad andare avanti nonostante questi vincoli alle risorse economiche relativamente limitate. Sarà quindi ancora di più necessario metterci dell’inventiva, della fantasia, della capacità di stimolo nei confronti della società, perché non è tanto importante quanto l’amministrazione comunale riesce a fare di per sé, ma quanto è capace di stimolare la comunità ad applicarsi nei diversi settori, ad esempio quello economico, culturale o sociale. Delle prospettive ci sono un po’ in tutti i settori, ma se l’approccio in alcuni campi è più facile perché si ottengono dei risultati immediati, come ad esempio per le iniziative culturali o sociali, più difficile e a lunga scadenza è la possibilità di modificare una situazione economica che a Vercelli non è sicuramente brillante per quanto riguarda il tessuto imprenditoriale, che porterebbe occupazione, vivacità di attività imprenditoriali, capacità di attrarre iniziative dall’esterno e capacità di farle nascere all’interno del tessuto socio-economico locale; in questo campo le difficoltà sono maggiori, gli effetti si notano a lunga scadenza e quindi anche la capacità di intervenire da parte dell’amministrazione pubblica comunale è più limitata. Il successo in questo campo dipenderà dalla nostra capacità di dialogare con gli altri soggetti pubblici o privati e di saper essere un punto di riferimento per tutte le forme di collaborazione possibile.

Qualche tentativo l’abbiamo già fatto, qualche risultato tutto sommato c’è già stato, ma per il nostro territorio sarebbe necessario qualcosa di molto più significativo e importante. In questo periodo una partita che il Comune sta cercando di giocare riguarda l’inclusione del territorio vercellese all’interno dei Fondi Strutturali Europei, finanziamenti che potrebbero andare a favore delle attività imprenditoriali e delle opere pubbliche per la riqualificazione urbana; sarebbe un passaggio di grande importanza, anche se non fondamentale, perché sarebbe sbagliato pensare che da questo dipenda tutto il futuro della nostra città. Se riusciremo ad avere successo , oltre ad avere una grande soddisfazione, avremo anche dato nuove opportunità alla città, che la collettività dovrà poi saper sfruttare, sempre con l’aiuto del Comune. Questa vittoria sarebbe importante sia a livello economico che a livello culturale, perché continuo a pensare che una città sia un tutt’uno, dove tutto è collegato, dove certamente la vivacità culturale potrebbe essere più forte con una maggiore vivacità economica e viceversa. In questo momento noi ci troviamo abbastanza squilibrati, con la possibilità e la prospettiva di avere una certa vivacità a livello culturale e una certa capacità di innovazione e di offerta di servizi, non supportate però da una adeguata disponibilità economica.

Dal punto di vista ambientale ci sarebbero moltissime cose da fare: siamo riusciti solo ad impostarne alcune con tante difficoltà, perché, secondo me, una città ferma accoglie le innovazioni di qualunque genere con timore e sospetto. Basta pensare all’isola pedonale, quanto a Vercelli sia stata e sia ancora combattuta, a differenza di altre città, probabilmente a causa della staticità che avvolge questa città che per anni e decenni è stata abituata a non muoversi in nessuna direzione e settore. In questo campo c’è molto da fare e la sfida maggiore che dobbiamo porci, anche se sarà faticoso, è di riuscire a dare a tutti i progetti futuri un connotato ambientale. In particolare penso al Piano Regolatore che è il più importante atto di pianificazione urbana, e che verrà preso in considerazione già dal prossimo anno: il Piano Regolatore e tutti i passaggi ad esso connessi dovranno avere come tema centrale la Sostenibilità Ambientale, contribuendo come Verdi ad un futuro migliore per Vercelli.

Ci sono tante altre cose più specifiche su cui stiamo lavorando e che dovremmo impostare nei bilanci dei prossimi anni, per migliorare la qualità urbana , operando sia sul verde pubblico che sulla risistemazione delle infrastrutture, delle strade, delle piazze e delle fognature, opere che incidono tutte sulla qualità della vita in città. E’ necessario fornire strutture sportive ai giovani, offrendo loro attrezzature che avvicinino e facilitino i ragazzi nella pratica dello sport, elemento necessario per una buona qualità della vita, ma anche migliorare i servizi a servizio dei giovani, in termini di informazioni sulle opportunità, di occasioni culturali varie, di disponibilità di spazio per le attività ricreative. Abbiamo anche in progetto di intervenire in modo sostanziale per migliorare le strutture residenziali per gli anziani: sappiamo che la percentuale di anziani nella nostra città è molto alta e la qualità della vita di questa parte della collettività è importante, e nonostante questo vi è una scarsità e una scarsa qualità delle strutture che ospitano gli anziani che non possono più rimanere a domicilio.

*** L’esperienza nel Comitato Promotore per la ricostituzione della Federazione dei Verdi: le sensazioni e i risultati

Se fino ad ora mi sono riferito ai Verdi come realtà culturale e politica a Vercelli, dove siamo stati, più di quanto possa sembrare, un po’ i protagonisti di questo successo politico e amministrativo, ben diversa è la realtà nazionale con cui si scontra il nostro movimento politico, da cui ne esce in crisi, sia in termini di voti, poiché abbiamo perso parte del consenso a livello nazionale, sia in termini di immagine di capacità di progetto politico in confronto con gli altri movimenti e partiti del centro-sinistra.

Questa è un’altra partita molto importante, perché io, come quasi tutti i Verdi, siamo convinti che alcuni successi ottenuti nel campo della politica ambientale in questi anni, e questo vale anche per Vercelli, siano stati possibili solo o soprattutto perché c’erano i Verdi che come forza politica hanno lavorato in questo senso.

Ancora una volta forse, da parte dell’opinione pubblica, non c’è la consapevolezza che alcuni risultati positivi, che molte persone condividono, non si sarebbero ottenuti se non ci fossero stati i Verdi. Il motivo per cui però alle elezioni i Verdi non riscuotono il risultato sperato, non è ancora chiaro, perché se la premessa è giusta, se certe iniziative si riescono a portare avanti solo se ci sono i Verdi che le propongono e le sostengono, è importante che i Verdi continuino ad esistere come forza politica ed anzi ottengano maggiori consensi. Il percorso di rinascita che si è deciso di percorre per questo movimento politico, ed il suo successo, dipenderà soprattutto dai Verdi attuali, ma anche dalla capacità che avremo nel coinvolgere altre persone .

Mi permetto di dire, per quella che è la mia esperienza a livello nazionale, che vi è molto entusiasmo e molte qualità sia umane che politiche nelle persone che stanno lavorando per questo obiettivo, anche se non mancano le difficoltà dovute sia alla trasformazione delle nostre volontà in termini organizzativi, che alla capacità di aggregazione e di interlocuzione con i nostri alleati politici. Credo che debba essere un impegno di tutti noi, a tutti i livelli e soprattutto a quelli di base, il presentare nel modo migliore il movimento dei Verdi ai nostri concittadini e a tutta l’opinione pubblica, e l’aggregare nuove persone e quindi nuove capacità, nuove intelligenze, nuove volontà e idealismi per ridare forza al nostro movimento politico. In questo momento storico non è facile perché regna una grande confusione e disaffezione da parte dei cittadini nei confronti della politica, ma proprio per questo bisogna impegnare tutte le nostre forze perché se da questo momento di incertezza uscisse rafforzato e rinnovato un movimento politico come quello dei Verdi, movimento per certi versi assolutamente originale in Italia, che ha davvero al centro degli ideali, in parte condivisibili e in parte no, che possono essere portati avanti con energia sufficiente a farli diventare realtà, sarebbe una grande opportunità per il Paese.

Se invece questo movimento, che ha una forte componente ideale, dovesse essere ridimensionato, si rischierebbe di ritornare alla politica più tradizionale, legata alla réal politique, mancando di quegli slanci di proiezione futura e di speranza di cambiare in meglio la nostra vita, di cui abbiamo bisogno e di cui molta gente si rende conto. E’ sicuramente un’avventura molto stimolante e interessante e che bisogna vivere proprio con quella disposizione umana di apertura e di rischio. Sono convinto che il rinnovamento debba venire dal basso, dalle persone comuni e il fatto che al vertice attuale dei Verdi, nel Comitato Promotore, siano stati inseriti tutti non politici di professione, ma persone che lavorano o nelle amministrazioni periferiche o nelle scuole, università, o nei movimenti ambientalisti, sia un dato molto forte e positivo, che rimarca ancora una volta la diversità dei Verdi dalle altre forze politiche.